Documenti L'impagnativa Esami e visite in urgenza Aggiungi a preferiti Aggiornato sabato 08 febbraio 2014

 
 
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  Richiesta di esami e visite in urgenza                                                                  

 

 

DOTTORE, MI POTREBBE METTERE “URGENTE…”?

Una circostanza che il Medico di Famiglia affronta molto spesso è quella di dover decidere se un determinato esame diagnostico vada eseguito al più presto o senza fretta.

Quando un paziente corre un rischio imminente per la salute, l’urgenza della prestazione deve essere segnalata esplicitamente sulla richiesta del curante, nel rispetto di alcune regole precise, stabilite a livello nazionale e locale.

E’ comprensibile come questa “corsia preferenziale” per gli accertamenti sia tanto una risorsa nelle mani del Medico di Famiglia, quanto una allettante scorciatoia per coloro che vogliano accorciare i tempi, senza averne realmente bisogno.

In particolare, la modalità di urgenza più "gettonata" da pazienti frettolosi è la priorità di tipo B, quella differita, che garantisce (almeno nelle intenzioni) l’esecuzione dell’esame nel giro di pochi giorni. Essa è però riservata a quelle condizioni medico-chirurgiche acute che richiedano un trattamento differibile solo di pochi giorni.

   
 
 

 

Pur riconoscendo come spesso le liste d’attesa siano scoraggianti per il Cittadino e che il problema debba essere risolto al più presto (sebbene con strumenti diversi), bisogna concordare sul fatto che solo il Medico possiede gli strumenti cognitivi necessari per misurare l’urgenza di una prestazione, e che debba essere lui a decidere, assumendosene la responsabilità. La richiesta di urgenza conserverà la sua efficacia fino a quando tutti ne facciano un uso corretto.

Come è facile prevedere, quando le sollecitatazioni dell'Assistito vengono disattese dal Curante, nascono malumori e storie di “malasanità”; al contrario, un atteggiamento accomodante da parte del Medico è all'origine di conflitti con gli Specialisti e gli Amministratori ASL... (e non è detto che, alla fine, la “falsa” richiesta di urgenza venga assecondata).

 

CRITERI DI ASSEGNAZIONE PRIORITA’

(Da una Circolare ASL)

 

Con decreto del Presidente del Consiglio del 27 maggio 2002 sono state definite le "linee guida sui criteri di priorità per l'accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e sui tempi massimi di attesa". Esse rispondono alla necessità di garantire l'erogazione delle prestazioni entro tempi appropriati al fabbisogno di salute dei cittadini.

La sezione della richiesta in cui il Medico segnala la categoria di urgenza (U, B, D, P).  

L'Amministrazione regionale ha stabilito che l'accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche erogate in regime ambulatoriale è definito sulla base di criteri di gravità clinica e di appropriatezza delle prestazioni.

La gravità clinica del paziente è valutata sulla base della seguente classificazione delle prestazioni.

 

PRESTAZIONI URGENTI (“U” H 24)

L'urgenza corrisponde alla necessità di interventi indilazionabili da espletarsi nel più breve tempo possibile, in rapporto ad

 

  1. un rischio attuale di peggioramento o di danno,

  2. il trattamento è indispensabile quoad valetudinem.

 

Le prestazioni urgenti devono essere limitate ad un numero ESIGUO di casi, richieste in modo esplicito e MOTIVATO dal medico prescrittore ed erogate in giornata e comunque nelle 24 ore successive alla richiesta seguendo percorsi di accesso privilegiati.

Trattasi di prestazioni che richiedono una risposta (referto, approfondimento diagnostico o trattamento terapeutico) urgente.

La richiesta non passa dal CUP ma viene presentata direttamente al servizio destinatario. Perde validità dopo 24 ore.

 

PRESTAZIONI URGENTI DIFFERITE (“B”).

L'urgenza differibile è una condizione medico-chirurgica acuta che richiede una

 

  1. diagnosi dalla quale deriva l'indicazione di un trattamento differibile.

 

Tali prestazioni, la cui effettuazione può essere differibile di qualche giorno, ma comunque erogata in tempi brevi, devono essere richieste in modo esplicito e MOTIVATO dal medico prescrittore ed erogate, nei casi di richiesta appropriata, di norma, entro 7 giorni dalla data della prenotazione seguendo percorsi di accesso preferenziali.

In via eccezionale e per casi limitati che saranno definiti in sede aziendale tale termine può essere prorogato fino a 15 giorni.

 

PRESTAZIONI PROGRAMMABILI (“D”).

Tali prestazioni, che non rivestono carattere di urgenza, comprendono

 

  1. tutte le prime visite o primi accessi ad esami strumentali ad esclusione delle urgenze e delle urgenze differite.

 

Le richieste appropriate devono essere erogate in tempi massimi predefiniti non superiori a 30 giorni per le prime visite specialistiche e non superiori a 60 giorni per i primi esami strumentali.

 

PRESTAZIONI NON COMPRESE IN PERCORSI PRIVILEGIATI (“P”).

Tali prestazioni comprendono:

 

  1. Le visite di controllo successive alla prima e altre prestazioni successive al primo contatto, ricontrolli periodici, follow-up della malattia, previsti per patologie croniche stabilizzate e ben controllate dalla terapia che sono da programmare nella continuità terapeutica ed assistenziale del paziente;

  2. gli accertamenti disposti a fini certificativi.

 

 

Le modalità di erogazione sono disciplinate dall'Azienda USL anche nel rispetto della qualità del processo assistenziale e delle necessità e motivazioni di carattere sociale.

 

 

 

                                                                                                                                                               

 

 
         
 

2007-2014 Dr. Mariano Vetere

Medico di Famiglia

 

 

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